gnome
Svolta minimalista

Come credo saprete, sono almeno un paio d'anni che uso Ubuntu per i miei computer. Certo XP rimane ancora installato ma quasi eclusivamente come fallback in casi di estrema necessità (niente adsl per giorni, cosa ormai rara da quando ho cambiato provider).
Con Ubuntu mi trovo abbastanza bene, la distribuzione è molto aggiornata, si trovano tutti i programmi possibili immaginabili, tutte le periferiche che ho a casa sono supportate (a parte lo scanner integrato nella stampante).
Il problema è che i miei pc non riescono a stare al passo con gli aggiornamenti di Ubuntu. Il vecchio pc (assemblato dal buon era77 nel lontano 2000) e il non più giovane portatile annaspano sotto il peso di Gnome e di Netbeans lanciati assieme.
Siccome non ho intenzione di cambiare né pc né portatile (tutti i soldini sono instradati verso la casetta), l'unica soluzione praticabile è stata quella di passare ad un window manager più leggero.
La scelta che mi si è presentata è davvero ampia, e dopo alcune prove ho deciso di passare ad Openbox.
Si tratta di un derivato della famiglia Blackbox/Fluxbox che si caraterizza per la minimalità, la leggerezza e la semplicità di configurazione. Da quando lo uso il disco ha improvvisamente smesso di swappare, che per un portatile non è poco.
Nei prossimi post descriverò con quali orpelli ho decorato il mio descktop (qui uno screenshot). Per chi fosse interessato, intanto segnalo il planet dedicato al progetto.
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Ascoltare musica nell'epoca del web 2.0

Un tempo, quando tutti noi eravamo giovvini, ascoltare musica significava accendere la radio.
Oppure andare da Ricordi o al Virgin Megastore e smaronare le commesse affinché ci facessero provare questo o quel cd.
In epoca di web 2.0 invece, il social networking ha abbracciato anche la musica.
No, non mi sto riferendo al peer to peer e a pratiche che la SIAE (Società italiana abili estorsori) disapprova.
Prendete ad esempio last.fm.
Potete segnalare la musica che ascoltate e mettervi in contatto con persone che hanno i vostri stessi gusti. Potete accedere alle loro radio ovvero ascoltare in streaming le compilation che ogni utente produce.
Poi ci sono le radio che trasmettono in streaming su internet. Ormai quasi tutte le emittenti maggiori italiane danno questa opportunità, ma la cosa bella è ad esempio poter ascoltare dall'Italia Virgin Classic.
Ma la vera novità è rappresentata da realtà tipo Jamendo e Magnatune.
Il concetto è semplice: l'artista mette a disposizione del sito la sua musica e il sito la trasmette in streaming. Jamendo fa di più: la musica è rilasciata con licenza Creative Commons ed è liberamente scaricabile.
Se pensate che gli artisti che scelgono questa forma di diffusione dei propri brani siano pochi vi sbagliate. Su Jamendo ci sono (ad oggi) 3082 album di tutti i generi.
Certo non sono artisti famosi, ma vi consiglio di provare la sezione del trip-hop per capire che comunque è gente in gamba. Ecco, penso che per una band emergente questa potrebbe essere una buona forma di propaganda.
Adesso vi chiederete: "Ma quanti programmi mi servono per usare tutta sta roba?"Non so con windows, ma con Linux ve ne basta uno solo: Rhythmbox.
L'immagine che vedete è presa dal mio Rhythmbox con tutti i servizi a portata di click. Buon ascolto!
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