openbox
Svolta minimalista

Come credo saprete, sono almeno un paio d'anni che uso Ubuntu per i miei computer. Certo XP rimane ancora installato ma quasi eclusivamente come fallback in casi di estrema necessità (niente adsl per giorni, cosa ormai rara da quando ho cambiato provider).
Con Ubuntu mi trovo abbastanza bene, la distribuzione è molto aggiornata, si trovano tutti i programmi possibili immaginabili, tutte le periferiche che ho a casa sono supportate (a parte lo scanner integrato nella stampante).
Il problema è che i miei pc non riescono a stare al passo con gli aggiornamenti di Ubuntu. Il vecchio pc (assemblato dal buon era77 nel lontano 2000) e il non più giovane portatile annaspano sotto il peso di Gnome e di Netbeans lanciati assieme.
Siccome non ho intenzione di cambiare né pc né portatile (tutti i soldini sono instradati verso la casetta), l'unica soluzione praticabile è stata quella di passare ad un window manager più leggero.
La scelta che mi si è presentata è davvero ampia, e dopo alcune prove ho deciso di passare ad Openbox.
Si tratta di un derivato della famiglia Blackbox/Fluxbox che si caraterizza per la minimalità, la leggerezza e la semplicità di configurazione. Da quando lo uso il disco ha improvvisamente smesso di swappare, che per un portatile non è poco.
Nei prossimi post descriverò con quali orpelli ho decorato il mio descktop (qui uno screenshot). Per chi fosse interessato, intanto segnalo il planet dedicato al progetto.
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